Omaggio a Giorgio Armani
Il ricordo di un evento straordinario e di una conversazione preziosa, la nostra ultima intervista con il grande stilista
La scomparsa di Giorgio Armani – avvenuta pochi giorni prima delle celebrazioni per il 50° anniversario della Maison, con l’apertura della mostra alla Pinacoteca di Brera che per la prima volta accoglieva il mondo della moda, e la condivisione del suo straordinario archivio – ha lasciato un vuoto che va ben oltre l’universo a cui apparteneva: la moda. Capi di Stato, imprenditori internazionali, celebrità e modelle di ogni epoca si sono stretti attorno alla famiglia e all’azienda, esprimendo parole di profonda stima e sincera ammirazione.
Dubai Italia Experiences Magazine 9Un’ondata positiva e commovente, forse persino più forte del dolore. E mentre tutti i canali di comunicazione trasmettevano le immagini dei suoi occhi blu da attore, delle sfilate impeccabili e dei completi indossati da Richard Gere in American Gigolo, ci siamo resi conto, ancora una volta, che Giorgio Armani ci aveva liberati da orpelli inutili e stravaganze, da colori sgargianti e lustrini, sostituendoli con un’eleganza senza tempo, mai noiosa, sempre attenta a valorizzare la persona prima della moda.
Giorgio Armani backstage 2002 (ph. Roger Hutchings)Eccezionale, per un uomo che aveva fatto del lavoro la propria vita, fu la scelta di Dubai, nel 2010, per l’apertura degli Armani Hotels di Milano e Dubai. Nel 2020, dopo undici anni, Armani tornò nella città emiratina per celebrare, con una nuova tappa di One Night Only – l’evento itinerante che porta l’universo Armani nelle capitali più importanti del mondo – il decimo anniversario degli Armani Hotels di Milano e Dubai, in occasione di Expo 2020.
Sfilata Armani, Dubai“L’Expo ha sempre rappresentato uno stimolo all’inventiva umana: l’ho vissuto in prima persona a Milano, con l’inaugurazione dell’Armani/Silos. Ora sono a Dubai: ancora un’Expo, ma con l’occasione di celebrare il decimo anniversario dei miei hotel con un’edizione speciale di One Night Only. Sono felice e orgoglioso di essere qui: il Medio Oriente è la culla di un nuovo concetto di lusso, sinonimo di continua evoluzione e sperimentazione, capace di attingere alle radici e alla magia di una cultura ricca e profonda per dare vita a una nuova energia creativa”,
disse Giorgio Armani in occasione dell’evento.
Il One Night Only Dubai si svolse al Pavilion dell’Armani Hotel: dopo la sfilata, un’esibizione dal vivo di Chris Martin dei Coldplay incantò gli ospiti. L’evento fu concepito per avere un impatto ambientale minimo, in linea con la filosofia di Mr. Armani, che desiderava lasciare un segno fatto di “impegno, rispetto e attenzione”. Tutti elementi che appartengono alla realtà più che alla moda. Mr. Armani ci riuscì, come dimostra anche questa splendida intervista del giugno 2020 che pubblichiamo nuovamente: il nostro modo di celebrare la persona e il suo universo, ancora più grande dello stilista che ha fatto innamorare il mondo del Made in Italy.
40th Anniversary Armani Silos Che vocazione e quali stimoli hanno portato Giorgio Armani a diventare il simbolo del design italiano?
Non avevo l’idea di diventare un simbolo, né l’avevo come obiettivo. Ciò che volevo era esprimere, attraverso la moda, i tempi che stavano cambiando.
Non si trattava semplicemente di introdurre un nuovo taglio o una nuova tendenza cromatica, ma di interpretare i bisogni, accompagnando il cambiamento e l’evoluzione sociale che allora stava avvenendo. E credo sia esattamente ciò che continuo a fare ancora oggi.
Chi è stata la sua musa?
C’è un tipo di donna – mora, curiosa, intensa, dallo sguardo profondo – che ho scelto per rappresentare lo stile Armani negli anni Ottanta. Credo sia stata lei la mia musa, e che avesse in sé qualcosa che mi ricordava mia madre.
Milano: come la descriverebbe oggi, attraverso i suoi luoghi del cuore e le passioni più autentiche legate alla città?
Avevo 14 anni quando vidi Milano per la prima volta. I miei genitori avevano deciso di trasferirsi lì dopo la guerra per ricominciare. Milano rappresentava il futuro, le infinite possibilità di cambiamento, la speranza che una metropoli, seppur ferita e distrutta, potesse offrire. L’ho scoperta poco a poco e me ne sono innamorato: della sua cultura, della sua storia, del suo carattere. È il luogo in cui ho scelto di vivere e dove ho inventato il mio mestiere, a partire dagli anni della Rinascente, quando la parola “designer” era ancora poco conosciuta. È qui che è nato il prêt-à-porter, che ha reso famosa la moda italiana nel mondo. Ed è qui che, nel gennaio 2021, riporterò l’alta moda, concentrando tutta la mia attenzione sulle iniziative che Milano sa sempre offrire.