Il David di Michelangelo e le altre opere della Galleria dell’Accademia di Firenze
Cecilie Hollberg, Direttore dell’Accademia, ci racconta il suo museo
“Il David, icona di armonia e perfezione rappresenta l'arte italiana a Dubai, è un invito a visitare l’Italia con tutta la sua Bellezza. La sua figura è inoltre portatrice di un importante messaggio positivo di rinascita, di speranza e di coraggio ": con queste parole, Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia, ha accolto la copia del David in scala 1:1 per il Padiglione Italia dell’Expo di Dubai. In effetti più di una semplice copia di una delle sculture più famose e amate della storia, frutto di una avanzatissima tecnologia tutta made in Italy: il ‘giovane eroe’ infatti è stato scansionato con strumenti di alta precisione nella sua ‘casa’, la Tribuna all’interno della Galleria dell’Accademia di Firenze. Sulla base di questa scansione, si è passati alla riproduzione fisica dell’opera, che è poi volata a Dubai per
collocarsi al centro del Padiglione Italia.
Cecilie Hollberg, director of the Accademia Gallery in Florence beautiful museums in the world (ph. Dario garofalo)“Vedere il David originale, unico ad avere un’anima, - continua il direttore - in tutta la sua altezza e armonia, nel materiale originale - marmo bianchissimo – e non ultimo, nella Tribuna che lo accoglie a Firenze è una emozione diversa: racconta la grandezza di Michelangelo che a soli 26 anni ha creato un’opera perfetta, ci permette di scoprire un pezzo importante della storia di una città che lo costudisce da più di 500 anni; e infine permette di conoscere un museo che è un vero scrigno di capolavori”.
Qui, infatti, si viene da ogni parte del mondo per vedere il David oggi come nel 1882, anno in cui fu trasportato dopo 350 anni da piazza della Signoria e si corre il rischio di non guardare con la dovuta attenzione i Pontormo, gli Allori, le sculture di Bartolini, gli splendidi fondi oro di Lorenzo Monaco, custoditi in questo edificio nel cuore della città.
Lorenzo Bartolini’s plaster busts inside the Accademia Gallery Musseum in Florence (ph. Massimo Sestini)Per aiutarci a andare anche oltre il David, ci racconta le ‘sue’ opere all’Accademia?
Una domanda difficile: occupandomi di ogni singola opera del Museo piano piano le scopro tutte. Perché magari hanno bisogno di essere restaurate, o perché si decide di approfondire gli studi di un’opera che non era stata giustamente considerata. E’l’insieme a fare la differenza: non si può dire qual è il busto più bello di Bartolini o il fondo oro più prezioso, ma poterli vedere in dialogo, conoscere le loro storie trascina in un mondo fantastico. Certo accanto al David di cui abbiamo già parlato come non citare i Prigioni: questi esseri che cercano di farsi strada nella pietra e uscire da quel blocco che li avvolge sono di una bellezza struggente, proprio per il loro non -finito, per la loro ‘imperfezione’ che li rende quasi vivi. E poi la dolcezza di alcune Madonne, i colori e le trasparenze di altri dipinti…. In ogni oggetto trovo un motivo di grande fascinazione, ma non ne sceglierei una piuttosto che l’altra. Ripeto è l’insieme, il dialogo che si crea tra le singole opere a essere perfetto.
An almost mystical setting, where works of art from different periods create fascinating and unprecedented dialogues (ph. Guido Cozzi)Oggi il museo ha un allestimento speciale perché state portando avanti importanti lavori di ammodernamento…
Abbiamo appena finito il lavoro ‘ciclopico’ sull’impiantistica che per la prima volta vede tutto il museo con l’aria condizionata; nelle sale dove era già presente è stato sostituito un impianto vecchio di 40 anni. Abbiamo poi iniziato i lavori alle singole sale e all’impianto di illuminazione. Ma abbiamo deciso di non chiudere mai la Galleria e di non portare in deposito nessuna opera. Per questo, in questi mesi potete godere di un allestimento veramente speciale, irripetibile, quasi mistico, che vale la pena di vedere: è intanto visibile la sezione dedicata agli Strumenti Musicali, un vero gioiello che raccoglie rari pezzi unici, e che è ora collegata direttamente, tramite un nuovo varco, alle sale delle mostre temporanee, ambienti dove sarà possibile immergersi nella magia del Rinascimento, grazie ai dipinti che arrivano dalla Sala del Colosso. Entrando verso la Tribuna, dove campeggia il David, il visitatore è accompagnato, nel cammino tra I Prigioni di Michelangelo, dai gessi di Lorenzo Bartolini, solitamente conservati nella Gipsoteca. La Gipsoteca infatti - che ricrea idealmente lo studio di Lorenzo Bartolini, uno dei più importanti scultori italiani a cavallo fra il Sette e l'Ottocento - ospita normalmente circa 450 opere abitualmente poco visibili perché posti su alte mensole. Tutti questi busti si ritrovano ora raggruppati per aree
tematiche e posti ad altezza uomo lungo il corridoio che accoglie I Prigioni. Negli ambienti delle ex-Fiorentine, solitamente destinati alle esposizioni temporanee, sono adesso collocati i dipinti che si trovavano nella Sala del Colosso, ancora chiusa per i lavori. Una raccolta straordinaria di pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento che, in questa sistemazione, grazie anche ad una illuminazione più accurata, riacquista tutta la sua preziosità. Pensiamo, per esempio, alla Tebaide, di Paolo Uccello, alla meraviglia del cosiddetto Cassone Adimari dello Scheggia, fratello del ben più celebre Masaccio; poi Sandro Botticelli, con la Pala del Trebbio, ma anche Domenico Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Jacopo del Sellaio, Filippino Lippi e Mariotto Albertinelli. Questo allestimento è soggetto a continui cambiamenti, via via che ultimiamo le varie Sale che ritroverà il
suo assetto definitivo in tarda primavera. Un museo vivo e movimentato!