Cosa vedere al Museo Louvre di Abu Dhabi
Opere e informazioni utili sul primo museo universale del mondo arabo
Inaugurato nel 2017 e già iconico. È il Louvre Abu Dhabi, il primo museo universale del mondo arabo che promuove uno spirito di apertura tra le culture. Situato nel cuore del distretto culturale di Saadiyat, sull'isola di Saadiyat, questo paradiso per gli amanti dell'arte espone opere di importanza storica, culturale e sociologica che vanno dall'antichità ai giorni nostri. Con la sua apertura, la scena artistica e culturale di Abu Dhabi ha acquisito nuova credibilità sulla scena mondiale.
I 9.200 m² di spazio della galleria, comprese le Gallerie Permanenti e Temporanee, sono arricchiti ogni stagione da opere in prestito dai più importanti musei francesi, tra cui il Louvre, il Musée d'Orsay e il Centre Pompidou. Opere che dimostrano come civiltà diverse abbiano convissuto nello stesso spazio e che evidenziano le somiglianze e gli scambi in un'esperienza umana condivisa che non conosce limiti di luogo o di tempo.
Nato da un accordo eccezionale tra i governi di Francia e Abu Dhabi, il Louvre Abu Dhabi è stato progettato da Jean Nouvel. L'edificio riprende l'architettura islamica tradizionale e la sua grande cupola, ispirata alle cupole classiche del mondo arabo, è una complessa struttura geometrica composta da 7.850 stelle di diverse dimensioni disposte ad angoli differenti in otto strati. Quando i raggi di sole filtrano, i motivi geometrici creano un bellissimo gioco di luci e ombre, soprannominato “doccia di luce”, sul pavimento. La cupola contiene anche un messaggio per i visitatori: Il Louvre Abu Dhabi celebra la creatività umana universale e invita il pubblico a vedere l'umanità sotto una nuova luce.
© Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi (photo by Mohamed Alalawi)La collezione permanente del museo non ha eguali nella regione e abbraccia millenni di storia umana, spaziando da utensili e manufatti preistorici a testi religiosi, dipinti iconici e opere d'arte contemporanea. Questo nucleo è integrato da prestiti a rotazione da 19 istituzioni partner francesi e da musei regionali e internazionali. “L'idea è quella di rappresentare un ritmo condiviso e non necessariamente cronologico, ma basato su un dialogo continuo tra le varie opere d'arte. Un dialogo sia formale che visivo, in grado di presentare il passato non come una cosa fissa, ma come qualcosa in costante relazione e rielaborazione, come un laboratorio che offre l'opportunità di trovare punti in comune anziché divisioni”, afferma Souraya Noujaim, direttore scientifico, curatoriale e gestionale del museo. Il desiderio di ripensare il concetto di universalità è forte nel nuovo paradigma dei musei moderni, che vedono le collezioni enciclopediche come il prodotto di un passato coloniale e imperiale, non solo in termini di provenienza, ma anche per la presentazione dei reperti in una classificazione gerarchica. “Proprio per questo motivo”, spiega Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, ‘il nostro compito era quello di reinventare e reintrodurre una visione dell'arte e della storia del mondo che si concentrasse sul dialogo piuttosto che sulla classificazione del sapere’.
Una strategia che - a suo avviso - permetterebbe al museo di parlare a diverse comunità e che di per sé riflette lo spirito degli Emirati Arabi, un Paese la cui popolazione è composta in gran parte da immigrati e stranieri in continuo movimento. Visitando la collezione permanente, l'espressione formale di questa strategia è evidente: le tre ali del museo presentano più di 600 opere e manufatti suddivisi per tema, senza compartimentazioni geografiche. Tutto inizia nel grande vestibolo, dove - ad esempio - un vaso cinese dialoga con uno scrigno francese e una pagoda dell'Oceania. Questo approccio prosegue attraverso le varie sezioni, culminando nell'ala che racconta la storia della fede, intitolata Religioni universali. Quest'area si propone di esplorare il buddismo, il cristianesimo e l'islam e il loro ruolo nel processo di civilizzazione degli ultimi 2000 anni. Altrettanto affascinanti sono le mostre temporanee del museo, che hanno presentato i punti salienti dell'arte universale, dal San Giovanni Battista di Leonardo da Vinci alle opere di Michelangelo Pistoletto. Ancora una volta, passato e presente a stretto contatto.
Nel 2024, accanto alla collezione permanente, sono previste alcune interessanti mostre. Picturing the Cosmos, al Museo dei Bambini del Louvre Abu Dhabi fino a giugno 2025, accompagna i ragazzi in un viaggio nello spazio attraverso le sue rappresentazioni artistiche.
© Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi (photo by Mohamed Alalawi)Cartier, Islamic Inspiration and Modern Design (fino al 24 marzo) è organizzata in collaborazione con il Musée des Arts Décoratifs, il Museo del Louvre e France Muséums, con il sostegno della maison Cartier. La mostra mette in evidenza l'influenza dell'arte islamica sui modelli Cartier dall'inizio del XX secolo a oggi. Co-curata da Évelyne Possémé, già curatrice capo della gioielleria antica e moderna del Musée des Arts Décoratifs, e da Judith Hénon-Raynaud, curatrice e vicedirettrice del dipartimento di arte islamica del Louvre, la mostra comprenderà oltre 500 oggetti, da gioielli e capolavori dell'arte islamica a disegni, libri, fotografie e documenti d'archivio.
Infine, Favole d'Oriente e d'Occidente: da Kalila wa Dimna alle favole di La Fontaine, fino al 14 luglio 2024: il genere letterario delle favole di animali, nato in India e in Grecia nel I secolo a.C., è stato continuato da Ibn al-Muqaffa' nel mondo arabo-islamico e da Esopo in Grecia e a Roma. Nel corso dei millenni, le favole si sono costantemente evolute e adattate da una lingua all'altra, dando origine a molte nuove opere sia in Oriente che in Occidente. Organizzata in collaborazione con la Bibliothèque Nationale de France e France Muséums, Fables from East and West esamina le radici e l'evoluzione del genere attraverso una serie di manoscritti illustrati, dipinti, opere contemporanee e altro ancora.